La prima Phalaenopsis, non si scorda mai…

Quando mi regalano una pianta fiorita, a prescindere dal tipo di pianta e dal fiore che produce, mi ci affeziono subito, perchè mi ricorda sempre il momento in cui mi è stata

La mia prima Phalaenopsis

La mia prima Phalaenopsis

regalata. Figuriamoci poi se la pianta è un’orchidea. Sì, ok, una comunissima orchidea Phalaenopsis, voglio dire, chi non ne ha mai vista una. Ma per me era la prima. La prima volta che la tenevo in mano e la guardavo. Penso di averne consumato i contorni e i colori a forza di guardarla.. era stupenda, ma soprattutto, era la MIA. Foglie ovali di un verde smeraldo, due steli esili dai quali esplodevano i suoi fiori di un rosa chiaro, pieni di puntini viola.. e tanti boccioli, tanti tanti. Non l’avevo mai avuta in casa, ma è stato amore a prima vista! Da qui, è iniziato tutto. E’ partita la mia voglia di sapere tutto di lei. Scrivendo “Phalaenopsis” su Google, iniziai a leggere a destra e a manca forum, thread lunghissimi di persone in costante bisogno di aiuto su perdita dei boccioli, foglie gialle, rami che si seccano, marciume radicale, ragni rossi, cocciniglia, e poi, incontrai per la prima volta la parola magica “bark“. Tirata una riga, avevo capito che era una pianta epifita, che voleva poca acqua, e che, soprattutto, non poteva campare a lungo visto il clima terribilmente umido in cui generalmente vive e si riproduce. Ma è proprio qui che iniziò la mia sfida: tenerla in vita a qualsiasi costo. Questa pianta, poveretta, ne ha passate di tutti i colori, e se dovessi raccontarvi 3 anni di avventure con lei, potrei scriverci quasi un libro; essendo la prima, gli esperimenti sono

Phalaenopsis con 2 keiki

Phalaenopsis con 2 keiki

stati fatti tutti su di lei, come i test di sopravvivenza in poca luce, i tentativi vari di rinvaso con vari substrati, un trattamento antifungineo a base di Fosetil (che quando lo preparavo sembravo preparare una pozione magica), ma la poveretta ha iniziato a perdere dapprima qualche bocciolo, poi i rami, poi la foglia basale, fino a perdere praticamente tutto l’apparato radicale, tranne una piccola radicetta. Da qui, il suo triste stato vegetativo. Ma non ho mollato, ho continuato a volerle bene, a farle il compleanno ogni anno e a concimarla un pochino. Quest’anno, mi stavo rassegnando.. oramai riusciva solo a fare minuscole foglie che tra l’altro perdeva dopo un po’..  così ho preso una decisione: l’ho mandata in vacanza.. sì, in vacanza sul terrazzo. Ho pensato che se avesse voluto darmi qualche segno di vita, avrebbe potuto farlo lì, con tanta luce, sbalzi di clima e quant’altro, potendo quindi solo migliorare. Ed effettivamente, così è stato!! La mia bimba, nome in codice Phal 1, mi ha donato ben 2 Keiki, ovvero due piccole piante che partono dalla vecchia pianta centrale, ancora viva, emettendo anche nuove radicette. Che gioia! Ogni giorno, non appena ho notato il primo bozzo spuntare dalla pianta madre, guardavo di quanto cresceva per poter capire che cosa stava spuntando da quel che rimaneva della mia orchidea! Alla fine, ora mi ritrovo con 3 piccole phalaenopsis nel vaso! Quindi consiglio a tutti di non buttare le orchidee sfiorite, ma di continuare a volergli bene, e a trovare un posto a lei più favorevole possibile, perchè è molto probabile che prima o poi (spesso più poi che prima..) ricambi donandoci nuove foglioline e nuove radici, e magari, moltiplicandosi come in questo caso!!

2 pensieri su “La prima Phalaenopsis, non si scorda mai…

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