Origano: dalla pianta alla tavola

Adoro le piante, ma se sono “utili” mi piacciono ancora di più.

Mazzo di Origano

Mazzo di origano raccolto nel 2012

Avere piante aromatiche da “gustare”, ripaga pienamente il tempo e le cure dedicategli.

L’ultima sfida in fatto di “spezie” è iniziata la scorsa primavera, quando ho acquistato la mia prima piantina di origano a Salus Erbe, una nota fiera di Saludecio della mia provincia. L’ho sistemata in una fioriera che già ospitava una pianta di rosmarino e una di salvia, incoraggiata dal venditore che mi ha detto le seguenti parole: “se non è morta la salvia dopo 3 anni, allora starà bene anche lui”. Perfetto, avevo giusto uno spazietto libero..

L’origano (Origanum) è una pianta aromatica, una delle più utilizzate nella cucina mediterranea, ed ha molte proprietà terapeutiche tra cui analgesico e antisettico, ed è utilizzato anche come antinfiammatorio.

In estate, la pianta di origano ha goduto di sole diretto per mezza giornata, è cresciuta e mi ha regalato tantissimi fiori bianchi. Verso settembre, ho tagliato tutti i fiori, e prima del freddo ho tagliato i lunghi rami che erano cresciuti, tagliandoli a 2 – 3 cm da terra. Così facendo, è rimasto un bel tappetino di origano verde, anche carino da vedere, che è rimasto così nonostante gelate, pioggia, vento da mare, ecc.

Origano diraspato

Origano diraspato

Con i rami, ho fatto un mazzetto che ho poi legato ed appeso a testa in giù, in quanto gli olii presenti all’interno dei rami sarebbero defluiti verso le foglie. Oggi, dopo 4 mesi ho ritenuto che fosse arrivato il momento di dirasparlo; infatti le foglie erano belle secche, e si sono staccate con facilità.

Dal mio mazzetto di origano ho raccolto circa 40 grammi di bontà, pronta da usare, e che non vedo l’ora di assaggiare!!! Ora non mi resta che attendere la bella stagione per rivedere la pianta con nuovi rami e nuovi fiori!!

Questa è stata la mia esperienza con la pianta di origano, e voi? Mi raccontate la vostra?

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